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    November 21

    Pensieri ritrovati

    Bentornati sul mio sentiero, amici!
    Qualche volta mi capita di ritrovare tra le pagine spiegazzate dei miei diari alcuni fogli strappati da vecchi libri dimenticati.
    Oggi voglio offrirvene uno, ritrovato alla data di un mio compleanno di un po' di tempo fa; spero che risulti piacevole e profondo anche a voi quanto lo è stato per me.
     
     
    ...su di una vecchia strada di montagna un operaio picconava, imprecando e sudando, dal mattino alla sera per allargare la carreggiata . Scava e scava e scava un giorno si imbattè in una piccola creaturina vestita di verde che si lamentava perchè le pietre la schiacciavano. L'uomo ebbe pietà di quel piccolo sofferente e in un attimo spostò i sassi che l'imprigionavano. Come ricompensa il folletto dei boschi consegnò al compassionevole operaio un anello che esaudiva qualsiasi desiderio avesse espresso.
    Sorridendo, l'uomo tornò al suo duro lavoro per completare la giornata.
    La sera, rincasando nella sua misera dimora, accarezzò per un istante il piccolo gioiello pensando a quanto sarebbe stato bello avere una ricca casa con una moglie bella ed amorevole ad attenderlo...ed ecco che, per incanto, al posto della stamberga dove viveva si trovò in un grande palazzo dove una splendida donna lo attendeva sulla soglia.
    Felice egli entrò nella bella casa, preparandosi per trascorrere il resto della vita tra gli agi della ricchezza.
    Passarono i giorni e l'uomo, svegliandosi ogni mattina, guardava il sole e pensava: "Fossi il sole brillerei sul mondo e guarderei tutti dall'alto!!" ed in un istante eccolo trasformato nell'astro del giorno.
    Mentre brillava lieto sulla sua casa il sole s'accorse che c'era una zona che non riusciva ad illuminare perchè c'era una nuvola che lo oscurava. Pensò allora: "Fossi una nuvola avrei il Potere di oscurare addirittura il sole!!" ed il folleto dei boschi lo accontentò. Vagando sul mondo si accorse però che la nuvola non poteva decidere dove andare perchè era il vento a spostarla; chiese dunque di essere il vento e venne esaudito.
    Soffiava felice e spostava le nuvole, oscurava e donava luce a piacimento...ma per quanto soffiasse non riusciva a spostare la montagna, che immane si stagliava contro di lui.
    Divenne allora la montagna e credette di essere felice davvero perchè resisteva al vento che dominava le nuvole e la luce.
    Un giorno però sentì qualcosa che, piano, piano, gli rodeva i fianchi e si faceva strada lungo le sue pendici. Decise allora di esprimere l'ultimo desiderio ed esclamò: "Voglio essere ciò che ha il potere di rodere anche le montagne!" ed il folletto dei boschi lo trasformò in un operaio che doveva allargare le strade della montagna.
    L'uomo allora prese di nuovo il suo piccone e, sorridendo, continuò a lavorare felice.
     
     
     
    Forse il significato non sarà subito chiaro oppure potrà sembrarvi una amara ironia del destino...però forse la verità sta proprio nel sorriso stanco di un uomo che vive la sua vita, ne capisce il valore e ne accetta il senso.
    Bevete e siate lieti, amici!
    Dalla mia Elsinore, con le mie vecchie pagine in mano vi saluto!
                                                                        V.s.V
                                                                              D.D.doss