| Davide's profileTir Nan OgBlogGuestbookNetwork | Help |
|
April 27 guardando nella borsa dei ricordi...Stasera ero malinconico.
Tanto per cambiare, direte.
Beh, forse è così.
Sorrido amaro guardando questo monitor, ascoltando "questa è la mia vita" del Liga...
Ho aperto la mia borsa piena di ricordi, oggi, e mi sono messo a giocherellare con quello che c'è dentro.
Ci sono foto con sorrisi di amici scomparsi o semplicemente lontani, anche se abitano a pochi metri da te. Ci sono sottobicchieri di birre scolate in compagnia e mozziconi di solitari sigari spersi. Ci sono sassolini di chissà quali sentieri e biglietti di treni per non so dove. Ovviamente c'è anche qualche affilato pezzo della mia collezione...
Cd consumati a forza di essere ascoltati e foglietti scarabocchiati si sommano in un caotico flusso di ricordi.
Non sono tutte lacrime...
Mamma mia come mi mancano certe piccole cose!
Effettivamente ci vorrebbe tanto poco per ricominciare una vecchia vita.
Le stesse persone di prima, gli stessi, immutabili posti, le solite trite e ritrite chiacchere vuote. Non fa per me.
Come non fa per me frignarmi addosso come una comare.
Su i calici popolo!! La vita è troppo breve per buttarla nella tristezza (citando un altro cantante che adesso non ricordo)!!
Via, si ricomincia!
Chiudo la mia vecchia borsa e la rimetto nell'armadio...
I ricordi devono rimanere ricordi
altrimenti sono rimpianti...
Un affettuoso saluto dal
V.s.V.
D.D.doss April 21 storiella da meditareUn pellegrino camminava lungo un sentiero che passava accanto ad una cava dove lavoravano tre tagliapietre. Il pellegrino chiese al primo: “Cosa stai facendo?”, gli rispose quegli “ Sto spaccando una pietra”. Si rivolse allora al secondo manovale che gli rispose: “Taglio pietre per sfamare la mia famiglia”. Quando interrogo’ il terzo tagliapietre questi non gli rispose subito. Egli si fermo’, guardo’ il pellegrino dritto negli occhi e gli disse: “Io sto costruendo una cattedrale”.
April 17 diete inutili, cene pesanti e parole al vento.
Sono stufo di fogli. Sono stufo di parole e versi e liriche senza cuore. Sono stanco. Il mio sipario è caduto, squarciato e sudicio. Nemmeno un ronzio. Solo il lento sfacelo delle pareti del mio cuore. Sai...certe volte penso sia crudele, un viale senza più lampioni, una fontana senz'acqua che si ricopre di melma verde e putrida. Vermi, mosche e bestie la visitano e da essa rubano anche ciò che resta. Non ho più nemmeno le parole... solo i singhiozzi di una canzone senza più note di una poesia senza versi... di un cielo senza stelle o nuvole. Il sorriso m’è stato strappato… e con le tenaglie più dolci era stato suggellato. Anche il Suo quadro è stato coperto dal drappo del ricordo e la mia galleria si fa sempre più buia e vuota... buia e vuota...come un cuore senza più amore!
Così scrivevo quando ero pieno di belle parole a buon mercato. Ogni tanto ci ricasco, è più forte di me: mettere sulla carta quello che penso e dargli una, vaga, forma...tentare almeno. Mi accorgo, leggendo a destra e a manca, di quanto si abusi delle belle parole, del ritmo e delle immagini della poesia. Le parole a buon mercato, appunto. Mi arrabbio con me stesso perchè preferirei vivere certe emozioni e non solo scriverle. Mi arrabbio col mondo perchè O io sono circondato da poeti O, veramente, oggi tutti si sentono tali. Sarà che mi sono accorto che le belle parole sono fondamentalmente inutili, se le persone a cui le rivolgi non vogliono ascoltare. Sarà che sono invidioso di chi ha idee migliori delle mie. Sarà un sacco di cose ma, alla fine delle finite, quaggiù tutti si sentono poeti e si fa gran profusione di sfumature e enjambement e metafore. Finirò come Rimbaud, a commerciare schiavi in Africa? O come quei poeti che si sono uccisi d'arte (intendendo x arte il raggiungere l'estasi a colpi di sbronze)? Non lo so e non lo voglio sapere. Ragazzi, popol mio... Siamo pieni di dubbi e allo stesso tempo di certezze. Chiediamo consigli che non seguiremo e diamo suggerimenti in cui non crediamo. L'ironia è che non sappiamo nemmeno perchè lo facciamo. Lo facciamo e basta. Beh...beviamoci su! Quaggiù, nel perimetro (citando il Jim), sembra che si stia andando un po troppo in basso col morale...tanto vale scendere dal balcone e tornare a farsi due risate. Statemi bene... Sobrio ed appesantito da una cena scroccata, dalla mia silenziosa camera Vi saluto V.s.V. D.D.doss P.S. Queste righe, come tutte quelle del mio blog del resto,non sono rivolte a nessuno in particolare. Sono solo pensieri al vento che mi va di condividere. Se qualcuno, comunque, dovesse sentirsi chiamato in causa lo stesso, io sono disponibilissimo a dare tutti i chiarimenti del caso. Prosit! D
April 09 pensiero dal balcone (speriamo di non cascare!)Buonasera popolo!
Riprendo il mio nullafacente vaneggio e, se voi siete qui, deduco che vi incuriosisca...altrimenti avete sbagliato sito ma leggete pure e che buon pro vi faccia!
Pensavo l'altro giorno ad una tecnica di analisi che ci spiegavano in Uni; si chiama "Tecnica della balconata". Estremamente banale ed efficace (come tutte le cose semplici) si tratta di immaginare la propria vita, o qualsiasi aspetto vi interessi, pensando di trovarsi su di una balconata...direte "e mò?" , abbiate pazienza e vi spiego.
Immaginando di guardare dall'alto si ha una visuale più ampia, diversa, si vedono gli invitati alla festa più piccoli, ne vedi ogni movimento. Ti accorgi di chi parla di chi e come lo fa, di come ballano le coppie e di come ci si abbuffa al buffet...
Perchè vi tedio con queste cazzebubbole? Perchè l'altro giorno sono salito sulla mia balconata e ho guardato...non vi dico il cincello (traduzione: il casino)!!!
Gente a destra e a manca che chiama, sbraita, beve, entra ed esce in continuazione eccetera. Dite che è normale? D'altronde è una festa, un minimo di confusione ci vuole...
Però dirvi che mi ha lasciato tranquillo serebbe mentire.
Non sono certo un amante delle feste relax (chi ha avuto esperienza può confermare) ma la caoticità non mi è mai piaciuta.
Non voglio dire che è il momento di cacciare via qualcuno...però di mettere un poco d'ordine sì!
Non preoccupatevi, popolo mio, non mi vestirò da buttafuori e non incomincerò a girare gettando occhiatacce...e non chiuderò nemmeno le spine della birra!
Qualche idea mi verrà in mente...
Per qualsiasi suggerimento giratevi in alto e fate un gesto (niente corna o medi alzati!), sarò sul balcone a pensare...
Vi offro una grande poesia:
Rendimi libero, come sono liberi gli uccelli della foresta, i viandanti dei sentieri invisibili.
Rendimi libero, come sono liberi il diluvio di pioggia e la tempesta che scuote le sue sbarre e corre verso la sua fine sconosciuta.
Rendimi libero, com’è libero il fuoco della selva come il tuono che ride fragoroso e scaglia la sua sfida alle tenebre
W. Goethe
Alla vostra salute, miei danzanti convitati!
Meditabondo sulla balconata
V.s.V
D.D.doss
|
|
|